Stress da lavoro correlato per le Aziende (SLCA)

D. lgs. 81/2008

Descrizione:

Il progetto SLCA viene proposto dalla dalla A.S.D. DAO “Discipline e Arti Orientali. E’ un poliambulatorio che usa come base e fondamento terapeutico la prevenzione attraverso l’utilizzo di trattamenti non invasivi. Il principio di tali trattamenti è l’utilizzo della MedicinaTradizionale Cinese, lo Shiatsu, le tecniche del massaggio orientale e le ginnastiche mediche cinesi, quale il Tai Chi Chuan come veicoli di practiche personali che agiscono direttamente nell’intero sistema psicosomatico dell’individuo e nell’attività motoria post-lavorativa dedicata ai dipendenti delle aziende.

Il progetto SLCA si occupa dell’apprendimento su se stessi del funzionamento della propria struttura psicosomatica, aiutando il praticante nella ricerca della corretta postura, della sensibilità, del radicamento a terra e dell’equilibrio, dei corretti movimenti da fare per evitare danni alle articolazioni e favorire la circolazione sanguinea. La natura dell’intervento si contraddistingue per la sua capacità di adeguarsi alle esigenze personali dell’individuo, caratteristica, questa, che rende il progetto SLCA uno dei programmi anti stress più ambiti nell’ambito lavorativo italiano.

1. PREMESSA

Per quanto la normativa italiana fornisse da tempo specifiche previsioni e disposizioni in materia, il rischio stress lavoro-correlato, risulta ora esplicitato formalmente nell’art.28 del Dlgs. 81/2008, che riprende la definizione delle Parti Sociali a livello europeo approvata in sede di Accordo Interconfederale.

Tale risultato risulta allineato con gli orientamenti espressi da tempo dalla Commissione UE “Adattarsi alle trasformazioni del lavoro e della società: una nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2002-2006”, (marzo 2002) e con le indicazioni tecnico-operative dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di Bilbao.

La caratterizzazione multifattoriale del fenomeno dello stress lavoro-correlato e la necessità di diagnosticarlo, analizzarlo nonché di intervenire per ridurlo o eliminarlo con misure appropriate richiedono l’assunzione di un’ottica multidisciplinare e la fattiva collaborazione di un’ampia gamma di categorie professionali implicabili per la specificità del loro contributo professionale.

Il presente documento di orientamento per le “buone pratiche” intende essere un utile strumento :

a) per la creazione di un consenso diffuso sulla necessità di attuare gli interventi previsti nel rispetto delle competenze professionali necessarie ad affrontare problematiche di natura psicologica, psicosociale e fisica e secondo i principi della qualità, sostenibilità, etica professionale e corrispondenza ai bisogni degli interventi stessi;

b) per lo sviluppo di un dialogo e chiarificazione con “se stessi” e consentono all’individuo che lavora di stabilire una comunicazione efficace con tutti gli interlocutori che, per legittime funzioni, hanno responsabilità sui processi di valutazione dello stress lavoro-correlato e sugli interventi correttivi e preventivi che debbono essere attuati. Ciò vale sia a livello aziendale sia a livello sociale più ampio. Pare importante infatti richiamare l’attenzione sulla specificità dei temi connessi allo stress e sulle loro relazioni con il miglioramento della qualità della vita lavorativa, mettendo in evidenza il contributo che può essere fornito solo da una corretta utilizzazione delle conoscenze e delle competenze psico-bioenergetiche offerta dalla Medicina Tradizionale Cinese e delle tecniche del massaggio orientale negli ambiti lavorativi;

c) per fornire un quadro di riferimento di massima per i professionisti operanti nel settore della salute e sicurezza lavorativa circa la logica e le metodologie più appropriate che, allo stato attuale delle conoscenze in materia di stress lavoro correlato possono essere implementate nei contesti di lavoro per soddisfare quanto previsto dalla normativa e avviare buone pratiche sulle quali costruire progressivamente linee operative sempre più condivise.

 

Con particolare riguardo ai danni di origine psicosociale e alla loro valutazione si vedano: Art. 11 Dlgs 151/01 Testo unico disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno maternità (prevede la valutazione dei rischi tra i quali quelli alla lettera G dell’allegato C “fatica mentale”); DM 27/04/04 Elenco malattie per le quali è obbligatoria la denuncia; Lista II “malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro”; Dlgs. 38/00, art.55 “Danno biologico (“lesione dell’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico-legale, della persona”); Codice civile art.2087 (“adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che , secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del prestatore di lavoro”). Per quanto riguarda aspetti di natura preventiva si veda ad esempio il DPCM 24/03/04 “Misure finalizzate al miglioramento del benessere organizzativo nelle pubbliche Amministrazioni”.

 

2. FUNZIONI DELL’OPERATORE SHIATSU ESPERTO IN MEDICINA TRADIZIONALE CINESE (MTC) PER LA SALUTE LAVORATIVA

Per delineare le funzioni dell’Operatore esperto è importante fare riferimento anche all’Accordo siglato il 6 febbraio 2012 a Roma nel Roma 1° Seminario Nazionale GOOD JOBS WITHOUT STRESS titolato “LE ORGANIZZAZIONI EVOLUTE PONGONO IL LAVORATORE AL CENTRO”– sugli accordi Stato Regioni sulla Formazione aziendale stress da lavoro correlato, dall’International Shiatsu Certification e l’intervento dell’ Operatore Shiatsu e la Medicina Tradizionale Cinese nelle aziende.
http://www.isc-shiatsu.com/

2.1 Attività dell’Operatore Shiatsu

L’Operatore Shiatsu esperto in MTC ha competenze professionali adeguate e utili in diverse fasi delle attività previste dal Dlgs. 81/2008. Più precisamente, interviene utilmente ne:

1) la individuazione e valutazione delle disarmonie in atto e il rischio che si scatena nella loro cronicità.

2) le attività di prevenzione (ad esempio: formazione del personale nel prendersi cura di sè; comunicazioni inerenti la salute e i rischi lavorativi; consulenza alla gestione del proprio sistema psocosomatico e la ricerca del benessere.

3) l’azione di sorveglianza (ad esempio: consulenza sul ruolo che esercitano la percezione del rischio stress, nonché il sistema sui comportamenti naturali a misura di uomo sul benessere e tutela della salute).

Va ricordato che la competenza dell’Operatore esperto può rappresentare un “valore aggiunto” anche nello svolgimento delle fasi successive alla valutazione in senso stretto. Ciò attraverso:

1) l’elaborazione di practiche personalizzate con tecniche più o meno sofisticate e raffinate per la prevenzione, ma focalizzate principalmente sulla anamnesi personale e sull’identificazione di associazioni tra stressors e loro effetti;

2) l’interpretazione accurata dei dati e restituzione secondo modalità di comunicazione efficace con se stessi e con gli altri;

3) i suggerimenti per interventi migliorativi (correttivi e preventivi) integrabili con il funzionamento quotidiano;

4) la progettazione e realizzazione interventi formativi sui rischi specifici di stress lavoro-correlato, basati su tecniche efficaci di attivazione dell’apprendimento dei lavoratori.

 

 

Nessuna delle attività citate è rivendicabile in senso stretto come un atto riservato all’Operatore professionista, ne tanto meno l’intervento della Shibumi Shiatsu School e del Centro Shibumi Shiatsu Therapy e gli Operatori ad essi correlati vogliono sostituirsi al parere medico ma che è specialmente qualificato per:

1) effettuare anamnesi energetiche secondo il pensiero taoista della Medicina Tradizionale Cinese e interventi che richiedono il contatto corporeo per il massaggio non invasivo che attua sul sistema di meridiani energetici della persona.

2) valutare la risposta media al trattamento anti stress correlato al posto di lavoro;

3) valutare la percezione delle capacità di prendersi cura di sè quale requisito consapevole nella ricerca del benessere personale.

 

2.3 Requisiti professionali

Lo svolgimento delle funzioni sopra descritte richiede necessariamente all’Operatore esperto il possesso dell’abilitazione professionale in seguito a diploma rilasciato da un Istituto Certificato.

 

2.4 Tutela della presenza dell’Operatore esperto nel mercato professionale della salute lavorativa

Gli Operatori esperti – eventualmente coadiuvati dal supporto fornito da tutte le forme associative nelle quali si esprime la loro rappresentanza – ben possono rivendicare la propria specifica competenza nel mercato professionale della salute lavorativa.

Infatti, anche dal punto di vista della difesa e dello sviluppo della professione, va sottolineato che l’attività di prevenzione dello stress lavoro-correlato svolta da un’Operatore professionista con adeguata preparazione nel campo specifico può certamente risultare un grande vantaggio per le aziende ed i lavoratori interessati.

L’opportunità per aziende e lavoratori di rivolgersi all’Operatore esperto piuttosto che ad altre figure professionali deriva essenzialmente dalla loro capacità professionale di:

1. Assumere un’ottica multidisciplinare (cfr. Premessa) nel fornire la consulenza non soltanto sulle pratiche del benessere e loro effetti personali, ma anche nel suggerire interventi appropriati e fattibili.

2. Favorire un consenso diffuso sull’importanza di monitorare sistematicamente e affrontare le problematiche di natura psicosomatica ed energetica.

3. Attuare una pratica quotidiana coerente alle proprie capacità fisiche e mentali nella prospettiva del miglioramento del livello di benessere e di qualità della vita lavorativa non solo come obbligo di legge, ma come opportunità di sviluppare eccellenze.

4. Utilizzare con padronanza strumenti per promuovere stili di vita salutari sul lavoro e sulla vita privata che siano validi, specifici, semplici ed economici.

5. Stimare la probabilità di comportamenti futuri a partire dall’analisi di comportamenti attuali, utilizzando la propria specifica formazione in tematiche bionaturali, quali la tecnica del massaggio Shiatsu, le tecniche del massaggio orientale, la Medicina Tradizionale Cinese e le ginnastiche mediche cinesi come lo studio e la pratica continua del Tai Chi Chuan.

 

Tutto ciò, ovviamente, dopo avere acquisito la necessaria e dimostrabile esperienza/ specializzazione nel settore in esame.

 

Per determinare i requisiti minimi di competenza nel settore e predisporre forme di accreditamento da parte dell’Ordine dell’International Shiatsu Certification. Rif.Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024 e che garanticono l’attuabilità del programma sopra citato con professionalità ed eccelenza.

 

Breve descrizione di Stress da lavoro correlato

E’ l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d'aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.
Maslach e Leiter (2000) hanno perfezionato le componenti della sindrome attraverso tre dimensioni: deterioramento dell'impegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle emozioni originariamente associati al lavoro ed un problema di adattamento tra persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest'ultimo. In tal senso il burnout diventa una sindrome da stress non più esclusiva delle professioni d'aiuto, ma probabile in qualsiasi organizzazione di lavoro.

Applicando la precedente definizione ad una situazione lavorativa, l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (European Agency for Safety and Health at Work) ha adottato la seguente definizione: "lo stress lavoro correlato viene esperito nel momento in cui le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo nel fronteggiare tali richieste".

L'articolo 3 dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 - così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - definisce lo stress lavoro correlato come “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro” (art. 3, comma 1).

Nell'ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

Le fasi dello stress

La sindrome si manifesta generalmente seguendo quattro fasi.

La prima, preparatoria, è quella dell'entusiasmo idealistico che spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale.

Nella seconda (stagnazione) il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro e di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa. L'entusiasmo, l'interesse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire.

Nella terza fase (frustrazione) il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato; spesso tende a mettere in atto comportamenti di fuga dall'ambiente lavorativo, ed eventualmente atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stesso.

Nel corso della quarta fase (apatia) l'interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e all'empatia subentra l'indifferenza, fino ad una vera e propria "morte professionale".

Le cause dello stress

Sovraccarico di lavoro: il disadattamento è presente quando la persona percepisce un carico di lavoro eccessivo (le richieste lavorative sono così elevate da esaurire le energie individuali al punto da non rendere possibile il recupero), quando, anche in presenza di un carico ragionevole, il tipo di lavoro non è adatto alla persona (si percepisce di non avere le abilità per svolgere una determinata attività) e quando il carico emotivo del lavoro è troppo elevato (il lavoro scatena una serie di emozioni che sono in contraddizione con i sentimenti della persona).

  • senso di impotenza: il soggetto non ritiene che ciò che fa o vuole fare riesca ad influire sull'esito di un determinato evento.

  • mancanza di controllo: il disadattamento si verifica quando l'individuo percepisce di avere insufficiente controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro oppure quando non ha sufficiente autorità per attuare l'attività nella maniera che ritiene più efficace.

  • riconoscimento: si ha disadattamento quando si percepisce di ricevere un ricononscimento inadeguato per il lavoro svolto.

  • senso di comunità: è presente disadattamento quando crolla il senso di appartenenza comunitario all'ambiente di lavoro, ovvero quando si percepisce che manca il sostegno, la fiducia reciproca ed il rispetto e le relazioni vengono vissute in modo distaccato ed impersonale.

  • assenza di equità: si ha disadattamento quando non viene percepita l'equità nell'ambiente di lavoro in ambiti quali, ad esempio, l'assegnazione dei carichi di lavoro e della retribuzione o l'attribuzione di promozioni e avanzamenti di carriera.

  • valori contrastanti: il disadattamento nasce quando si vive un conflitto di valori all'interno del contesto di lavoro e cioè quando la persona non condivide i valori che l'organizzazione trasmette oppure quando i valori non trovano corrispondenza, a livello organizzativo, nelle scelte operate e nella condotta.

Le conseguenze dello stress

A livello individuale

  • Atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti

  • Atteggiamenti negativi verso se stessi

  • Atteggiamenti negativi verso il lavoro

  • Atteggiamenti negativi verso la vita

  • Calo della soddisfazione lavorativa

  • Calo dell'impegno verso l'organizzazione

  • Riduzione della qualità della vita personale

  • Peggioramento dello stato di salute

A livello organizzativo

  • Aumento dell'assenteismo

  • Aumento del turnover

  • Calo della performance

  • Calo della qualità del servizio

  • Calo della soddisfazione lavorativa

Costi dello stress per le organizzazioni

Lo stress legato all'attività lavorativa rappresenta uno dei nodi principali con cui l'Europa deve misurarsi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa condizione interessa quasi un lavoratore su quattro e secondo gli studi effettuati pare che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Ciò comporta costi enormi in termini di disagio personale oltre al rischio di influenze negative sul risultato economico di un'organizzazione.

Lo stress rappresenta uno dei principali problemi di salute legato all'attività lavorativa riferito più frequentemente e, secondo i dati rilevati nel 2005, colpisce il 22% dei lavoratori dell'UE, percentuale che le proiezioni danno in aumento. Lo stress influisce fortemente sulla redditività. In termini puramente economici si stima che nel 2002 il costo economico annuale dello stress legato all'attività lavorativa nell'UE è stato calcolato pari a 20 miliardi di euro.

Di fronte ad un'esposizione prolungata a situazioni di stress si possono manifestare sintomi fisici, psichici o sociali legati proprio all'incapacità delle persone di colmare il divario tra i loro bisogni e la loro attività lavorativa. Va altresì sottolineato che persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili.

Secondo le cifre fornite dall'Agenzia, le vittime dello stress da lavoro in Europa sarebbero circa 40 milioni di lavoratori, colpiti da malattie professionali quali disturbi gastrointestinali e cardiovascolari, spossatezza e depressione. Lo stress da lavoro può causare danni fisici o psicosociali ed è tra le cause più comuni di malattia dei lavoratori in tutta la UE.

Conseguenze individuali e organizzative dello stress

Il rischio stress lavoro correlato è riconducibile ad alcune caratteristiche del lavoro come, ad esempio, carichi lavorativi eccessivi, basso grado di controllo sull'attività svolta, basso sostegno organizzativo, ambiguità e conflitti di ruolo, scarse possibilità di sviluppo professionale, precarietà del lavoro, stipendio non adeguato e la presenza di varie forme di molestie (bullismo, mobbing, ecc.).

Nel momento in cui l'individuo non riesca a fronteggiare queste situazioni, le risposte da stress possono manifestarsi a livello:

  • Fisiologico: lo stress innesca reazioni a livello del sistema nervoso autonomo e del sistema ormonale, perciò si potrebbero avere ripercussioni a livello cardiovascolare (accelerazione del battito cardiaco), respiratorio (aumento della frequenza respiratoria), muscolo-sceletrico (ipertonia) e a livello del sistema immunitario (la produzione di adrenalina e cortisolo e corticosterone inibiscono la produzione di globuli bianchi).

  • Psicologico: i principali effetti dello stress riguardano il manifestarsi di stati emotivi negativi, quali rabbia, ansia, irritabilità e sintomi di depressione. Dal punto di vista cognitivo, invece, si riscontrano calo dell'autostima e del senso di autoefficacia, diminuzione dell'attenzione (con conseguente innalzamento della probabilità di errori e incidenti) e percezione di ostilità da parte del sistema sociale dell'individuo. Infine, dal punto di vista comportamentale, si osservano cali delle prestazioni (sia in termini quantitativi che qualitativi) e una maggiore inclinazione alla dipendenza da alcol e sigarette.

Il calo in termini di salute fisica e mentale dei lavoratori porta inevitabilmente al deterioramento delle prestazioni dell'intera organizzazione: questo aspetto è riscontrabile in alcuni indicatori come l'aumento dell'assenteismo, l'aumento del tasso di turnover e la riduzione della produttività. Un altro indicatore principe della presenza di stress lavoro correlato è il problema del presenzialismo. Il presenzialismo è definibile come il semplice presenziare al lavoro senza apportare la propria totale portata produttiva a causa di problemi di salute. Questo fenomeno sembra emergere quando il lavoratore si sente stressato, ma, nel contempo, teme di perdere il posto e di essere etichettato come malato.

OBBIETTIVI DEL PROGETTO SISLCA

L'elegante e complessa disciplina del progetto SISLCA, date le sue caratteristiche, si rivela essere di grande aiuto alle problematiche appena esposte, perché di benefico impatto sui piani fisico, mentale ed emotivo:

- Sul piano fisico esso e' difatti stimolo di attenta indagine e studio della più corretta postura (molti dei problemi alla schiena e alle articolazioni, in generale sono dovuti alla sedentarietà.

- Sul piano mentale e' fonte di miglioramento delle capacità di concentrazione e attenzione. Attraverso il massaggio corporeo ed esercizi di meditazione e rilassamento si entra nel piano consapevole del benessere e del controllo dello stress.

- Sul piano spirituale\emotivo si produce l’aumento dell’autostima, della disciplina, del rispetto verso se stessi e gli altri, e maggiore apertura nelle relazioni con il personale, dipendenti, collaboratori e clienti.

Medicina Tradizionale Cinese, Shiatsu, tecniche del massaggio orientale e Tai Chi Chuan (TCC), storia e descrizione:

  • Il Tai Chi Chuan (letteralmente “Boxe del supremo movimento” ) è un’antica arte marziale cinese basata sui principi della filosofia Taoista in seno alla quale sono nate altre discipline come la Medicina Tradizionale Cinese, l’Agopuntura, il Tui Na (massaggio cinese dal quale è nato in seguito il più famoso “Shiatsu”) e il Feng Shui (l’arte dell’acqua e del vento o arte del perfetto posizionamento).

Si dice che il TCC sia stato creato da un monaco di nome Chang San Feng (1270 dc), esperto di Medicina Tradizionale Cinese e di Kung Fu, che durante un periodo di meditazione, assistette ad un combattimento fra una gru e un serpente, e prendendo ad esempio i movimenti dei due animali, diede vita a questo nuovo sistema di combattimento che utilizzava movimenti morbidi e circolari.

Inoltre Chang inserì nel TCC i principi propri della Medicina Tradizionale Cinese, come il controllo dell’energia mediante la stimolazione di alcuni punti, che potevano allo stesso tempo curare o provocare danni alla struttura interna del corpo.

Attualmente il TCC è in assoluto lo sport, o meglio l’arte più praticata al mondo sia per i suoi effetti benefici sulla salute, sia per il valore marziale dell’arte.

Uno dei più autorevoli depositari della tradizione ai giorni nostri è il Maestro John Ding (Ding Teah Chean) di Londra rappresentato in Italia dal Maestro Andrea Capriotti dell’Ass. “Arti d’Oriente”.

  • Il progeto SISLCA for Health:

gli effetti benefici del SISLCA sono stati verificati ai giorni nostri, anche dalla Medicina Occidentale tanto che in tutto il mondo alcuni medici e ospedali consigliano la pratica dello Shiatsu e del del Tai Chi Chuan per favorire la guarigione. E’ infatti provato che la pratica regolare di queste arti acceleri il processo di guarigione, e in caso di operazioni chirurgiche diminuisce notevolmente il tempo di riabilitazione.

MODALITA’ D’INTERVENTO

 

Il progetto SISLCA propone una modalità d’intervento nell’ambiente di lavoro unico ed innovativo.

  • Trattamento especifico su collo, spalle e schiena. (durata di 15’)

  • Esercizi taoisti (scioglimento, posturale, allineamento, equilibrio). (durata di 15’)

Il progetto SISLCA nella sede centrale (programma convenzioni con enti pubblici e aziende.)

Training personale e di gruppo:

  • Esercizi taoisti

  • Qi Kung

  • Tai Chi Chuan

  • Anamnesi completa secondo la Medicina Tradizionale Cinese e Trattamenti Shiatsu.

Corsi Professionali:

  • Operatore Shiatsu esperto in Medicina Tradizionale Cinese.

  • Tai Chi Chuan.